Patrimonio

Il Contratto di Costa Riviera di Ulisse Foce del Fiume Garigliano interessa il territorio meridionale della provincia di Latina, con i comuni costieri di Fondi, Sperlonga, Itri, Gaeta, Formia e Minturno.
Il bacino idrografico di riferimento ricade in un’areale che ricomprende anche i comuni dell’entroterra localizzati sul versante a mare dei monti Ausoni, Aurunci e Vescini, come Monte S.Biagio, Lenola, Spigno Saturnia, SS. Cosma e Damiano e Castelforte, nonché i due comuni della provincia di Frosinone di Ausonia e Coreno. Nell’area ricadono anche grandi porzioni del Parco Regionale dei Monti Ausoni – Lago di Fondi e del Parco Regionale dei Monti Aurunci, mentre le aree protette facenti riferimento al Parco Regionale Riviera di Ulisse, situate lungo la costa, risultano interamente ricomprese.
Dai succitati monti scaturiscono numerosi e abbondanti corsi d’acqua che si riversano parte direttamente in mare, parte nella piana di Fondi, oppure vanno ad alimentare il tratto terminale in riva destra del fiume Garigliano.
Il tratto di costa interessato ha un’estensione pari a circa km. 56, si estende dalla località Canneto, fino alla foce del Garigliano, rispettivamente nei comuni di Fondi e Minturno.
L’alternanza tra litorali sabbiosi e rocciosi, promontori costieri, specchi lacustri e ambienti montani ha favorito nel corso delle epoche una grande biodiversità, oggi riscontrabile nei perimetri delle 25 tra aree protette, monumenti naturali, zone di protezione speciale e siti di importanza comunitaria che ricadono nel bacino idrografico di riferimento.

panorama costiero, da Sperlonga verso Sud
panorama dal "Porticciolo Romano", Gianola

Questo tratto di costa laziale è caratterizzato fortemente dal particolare intreccio tra insediamenti umani e risorse naturali che lo ha reso uno dei luoghi più importanti della storia del Mediterraneo.

L’abbondanza di sorgenti e corsi d’acqua, unita alla presenza di insenature rocciose e montagne costiere ha rappresentato un aspetto strategico sia per le popolazioni autoctone che per quelle che si sono avvicendate nel corso dei millenni, dando luogo a innumerevoli narrazioni, molte delle quali leggendarie, tra cui emerge quella del mito omerico di Ulisse, che nel golfo di Cajeta ormeggiò le proprie navi per rifornirle d’acqua dolce.
La presenza ravvicinata di stagni costieri e pascoli d’altura ha attratto fin dalle epoche arcaiche attività pastorali transumanti, divenute recentemente Patrimonio Immateriale dell’Unesco e qui ancora persistenti dopo millenni, con una grande varietà di testimonianze della continuità tra il culto di Ercole e quello di S. Michele Arcangelo.
A partire dal IV sec. a.c., con la costruzione della via Appia avviene la “romanizzazione” del paesaggio e delle popolazioni locali attraverso castra (Fondi e Minturnae), sistemazioni idrauliche, acquedotti e centuriazioni, che proprio in questi territori conquistati nelle fasi iniziali dell’espansione romana vengono applicate su larga scala per la prima volta.
L’amenità dei luoghi e del clima attraggono fin da subito la costruzione di Ville Marittime, tra cui quella dell’imperatore Tiberio a Sperlonga, quella di Cicerone a Formia e quella di Mamurra sul promontorio di Gianola, le quali ospitavano al loro interno vasche di acque sorgive necessarie all’allevamento ittico e che rappresentano tra le più importanti testimonianze archeologiche della regione, a riprova della remota origine della vocazione ricreativa e turistica di questo tratto di costa.

A questa placida immagine sospesa tra il bucolico e l’idilliaco dovuta alla particolare natura dei luoghi, va sovrapposta quella dinamica e turbolenta dettata dalla sua localizzazione strategica e dall’importanza dei suoi frequentatori e dominatori.

Durante tutta la storia del territorio si sono succeduti eventi bellici di grandissimo rilievo, le cui conseguenze politiche hanno ognuna determinato un differente assetto del paesaggio interno e costiero e di cui è ancora oggi possibile leggere le stratificazioni.
Gaeta ha subito nel corso della sua storia ben 5 assedi, mentre alla foce del Garigliano, teatro di numerose battaglie, fu presente per circa 80 anni durante il medioevo l’insediamento saraceno più settentrionale del mar Tirreno. Inoltre, durante la seconda guerra mondiale, dalla spiaggia di Scauri partiva la Linea Gustav, il sistema di fortificazioni difensive realizzato dai tedeschi che si snodava fino al mare Adriatico.
Come il mare, la presenza del fiume (ampiamente navigabile fino a tempi recenti) ha rappresentato quindi una fondamentale via di comunicazione e commercio per le ricche produzioni locali artigianali ed alimentari, ma anche un confine e un vettore di invasioni esterne.

la "cittadella" di Gaeta
le infrastrutture viarie del Golfo di Gaeta

Oggi da un punto di vista infrastrutturale il territorio è attraversato, parallelamente alla linea di costa, dalla S.S.7 via Appia e dalla S.S.213 via Flacca, le quali ricalcano il percorso delle antiche vie consolari. Sulla via Appia si innestano quattro direttrici statali che collegano il territorio all’entroterra regionale, anch’esse impostate sui tracciati di antichi collegamenti.
La ferrovia Roma-Napoli segue la stessa direttrice della via Appia, servendo le stazioni di Monte S.Biagio, Fondi, Itri, Formia e Minturno. Dalla stazione di Formia si dirama una linea per Gaeta su cui sono in corso interventi per la riattivazione.
Per quanto riguarda la navigazione, nel golfo di Gaeta è presente un esteso sistema portuale commerciale che interessa tutto il litorale tra questa e Formia, mentre piccole strutture diportistiche sorgono a Sperlonga e Scauri. Altri attracchi minori sono presenti presso la foce del fiume Garigliano e nelle località Rio Claro e Torre Canneto, nella piana di Fondi.
A partire dalla metà dello scorso secolo, l’antropizzazione ha fortemente modificato l’aspetto delle coste con insediamenti urbani e produttivi, tuttavia la presenza di aree protette e vincoli archeologici ha permesso la conservazione di importantissimi habitat e beni culturali che qui, in molti casi, si trovano insieme a strapiombo sul mare come nei pressi delle ville romane e delle torri costiere di epoca angioina.

La ricchezza di corsi d’acqua, in aree rurali come anche in quelle urbanizzate, se da un lato è certamente positiva da un punto di vista naturalistico e produttivo, dall’altro rappresenta un grande fattore di rischio idrogeologico e ambientale data la presenza sia di numerose aree a rischio frana, esondazione e erosione costiera che di numerosi fenomeni di inquinamento fluviale, che mettono a rischio la biodiversità e la salute pubblica anche in ambiente marino.

 

 

 

Il Contratto pertanto si propone in primo luogo di affrontare con un approccio unitario, coordinato e integrato le criticità e i rischi connessi alla qualità delle acque e al regime idraulico di acquiferi, sorgenti, specchi e corsi d’acqua. La finalità del processo avviato è quella di attivare, all’interno di un quadro strategico condiviso tra tutti gli attori, le numerose opportunità di sviluppo sostenibile derivanti dalla tutela e dalla valorizzazione delle risorse naturalistiche, archeologiche, storico-culturali ed economiche di cui il territorio dispone in tutta la sua estensione.

Comitato di Coordinamento del Contratto di Costa
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